Si può parlare di una etica della pubblicità?

I messaggi promozionali sono mal considerati dall'opinione pubblica, eppure segnano i tempi

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   La pubblicità non fa solo costume, non è solo motore propulsore del business, più ampiamente fa cultura, nel senso che è parte integrante del processo di cambiamento culturale di una società, ed è essa stessa motore attivo che genera cambiamento culturale. Non è quindi da considerarsi in sè negativa. E' un agire dell'uomo volto alla promozione e conoscenza su vasta scala, di un prodotto o uno strumento, servizio, il quale può essere utile a una singola persona o gruppo di persone appartenenti alla società. Sia per migliorare il singolo individuo, anche per elevare altre persone.
   La promozione pubblicitaria di un libro, ad esempio, promuove in sè anche l'edificazione dell' individuo, perchè quanti lo leggeranno saranno arricchiti da ciò che apprenderanno del libro.
   Il problema si riscontra quando la pubblicità è utilizzata per promuovere prodotti o servizi, in verità non edificanti la persona. Ne può essere un esempio la pubblicità di marche di sigarette. A tutti è noto quanto sia cagionevole per la salute il fumo. Ancora, semplici integratori alimentari spacciati per miracolosi farmaci anti tumorali: quante e-mail di questo tipo invadono le nostre caselle di posta elettronica.
   Si può, quindi, parlare di una etica della pubblicità. Attuata dalle agenzie pubblcitarie che si occupano di raccogliere e poi distribuire i messaggi pubblcitari di ogni forma e su ogni mezzo. Praticata come difesa da parte dei consumatori mediante gli strumenti più idonei, messi a disposizione dalle vigenti leggi.
   Nel vasto "habitat" di Internet, l'utente può difendersi evitando quei siti internet dove ritiene venga proposta pubblicità ingannevole o non edificante, addirittura lesiva della dignità della persona.
   Anche noi editori di pubblicità e webmaster, blogger ecc. possiamo contribuire in merito, scegliendo per le pagine dei nostri siti e blog, canali pubblicitari etici, oppure filtrare i canali pubblicitari per presentare, ai cybernaviganti, proposte commerciali etiche. Uno sforzo che non sempre riesce facile.
   Due esempi di pubblicità etica sono presenti nei banner 160x600 e 180x50 pixel, posti qui accanto, appartenenti al circuito etico di ADEthic.
   L'articolo non intende esaurire in così poche parole un argomento così vasto. Lancia una pietruzza per "rompere il ghiaccio" e aprire il dibattito. Altri potranno argomentare e commentare l'articolo, aggiungere il proprio pensiero, condividendo via Facebook e Google+.

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