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DASH coin. Attacco DDoS ai Masternodes della Dash network

La Dash network è stata vittima di un attacco DDoS ai Masternodes. Nessun Dash è andato perso. Le sequenze del massiccio attacco.

    Aggiornato:    

Foto: pixabay.com

La Dash network è stata vittima di un attacco DDoS ai Masternodes, l'8 marzo alle ore 16:17PM UTC. L'attacco alla cryptomoneta Dash coin si è sviluppato su due ondate, mettendo fuori uso temporaneo 500 Masternodes su 4.030 attivi in tutto il mondo. L'origine dell'attacco è stato identificato nel continente asiatico, ha colpito l'11,9% della rete ed è durato circa 18 ore. Come conseguenza la Dash network ha subito dei rallentamenti. I fondi degli utenti sono al sicuro, nessuno ha subito perdite fanno sapere dal blog ufficiale di Dash coin (dash.org).

Un attacco che avviene proprio nel momento d'oro per il Dash coin, moneta digitale diventata la terza per valore di mercato. Un attacco che ha il profumo della delegittimazione cercata, nei confronti del successo ottenuto. Oppure la strategia di un gruppo di male intenzionati che ha inteso sfruttare il momento di attenzione mediatica intorno il Dash coin, per mettersi in mostra.

La natura dell'attacco DDoS alla rete Dash coin

L'attacco DDoS alla rete Dash coin trova le sue basi in Asia ed è stato lanciato attraverso 2.000 IP. L'attacco conteneva un mix di SYN-Flood, UDP floods (con payload vuoti) e protocolli come sFlow e GRE. Due le ondate dell'attacco.

Durante la prima ondata le CPU e la larghezza di banda dei Masternodes sono stati massicciamente sovrautilizzati, causando un rallentamento che ha portato 100 di essi al sovraccarico.

I proprietari dei Masternodes hanno distribuito subito un set di regole per respingere l'attacco, ma contemporaneamente è arrivata la seconda ondata. Anche in questo caso l'attacco si è caratterizzato con un invio massiccio di richieste SYN. Il secondo attacco è stato più cattivo, ha cercato di esaurire i limiti di connessione del Dash Core, nella speranza di paralizzare il software e bloccare la capacità di elaborare i messaggi del protocollo Dash.

La seconda ondata è stata ben più massiccia della prima ed è riuscita a sovraccaricare 400 Masternodes circa. All'attacco hanno risposto direttamente i Providers dei VPS, su cui i Masternodes sono ospitati, con i loro sistemi di difesa DDoS.

Le timeline del DDoS attack alla Dash Network

Di seguito le timeline del DDoS attack alla Dash Network. Le immagini sono quelle riportate nel post ufficiale del Blog dash.org.

La prima immagine racconta istante dopo istante le fasi del doppio attacco. Nella seconda immagine si nota come la propagazione dell'attacco abbia raggiunto il picco 18 ore dopo l'inizio e mostra l'assorbimento dello stesso a distanza di 32 ore.

- Le fasi dell'attacco -

- La reazione dei Masternodes durante l'attacco -

Iptables ruleset per proprietari di Masternode Dash coin

Uno degli sviluppatori del team Dash, ha sviluppato una serie di iptables ruleset per i proprietari di Masternode Dash coin, sulla base dell'attacco ricevuto. Tutti gli operatori sono invitati ad adottare le regole firewall sviluppate per scongiurare gli effetti di un simile attacco nel futuro.

L'invito del Dash Core Team ai proprietari di Masternodes

Il Dash core Team invita i proprietari di Masternodes che hanno maggiormente subito gli effetti dell'attacco, a collocare gli stessi su VPS di migliore qualità. Sia passando a Providers VPS migliori che effettuando l'upgrade a piani VPS con protezioni DDoS.

Nel frattempo si pensa allo sviluppo di codice capace di rendere la rete più robusta. L'eventuale sviluppo dell'upgrade avverrà solo dopo l'analisi dei dati raccolti durante l'attacco.

 

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