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Le ragioni degli altri. Fascismo e antifascismo. Le scelte dolorose degli italiani

Fascismo e antifascismo, quali sono state le ragioni degli altri? Uomini e donne di una Italia divisa, che hanno dovuto fare scelte dolorose.

   

Foto: Copertina Le ragioni degli altri.

Questo romanzo si ispira alla storia di mio padre, anche se non posso dire che sia una storia vera, perché i fatti e i personaggi descritti non sono mai stati confermati da lui. Lui non ha mai voluto raccontarmi questa storia. Si ispira anche ad alcuni paesaggi, che mi sono rimasti nel cuore e che io ho voluto raccontare non tanto come sfondo ma come elementi che interagiscono con gli esseri umani e fanno, per così dire, da specchio.

Parlo dei paesaggi della mia infanzia e di uno in particolare, che invece ho conosciuto da pochi anni ed è quello che mi ha dato la spinta finale per scrivere questa storia. E’ un piccolo borgo della Lunigiana, molto vicino a La Spezia. Questa zona è stata teatro di scontri tra i partigiani e l’esercito della RSI mandate a presidiare la zona. Quando l’ho visto per la prima volta, con i suoi boschi fitti e intricati, ho avuto la sensazione che mio padre potesse essere stato proprio lì, in quel momento difficile della sua vita, con le sue paure e i suoi sensi di colpa. E allora quella storia che per anni mi è ronzata nella testa senza mai essere scritta, ha trovato tra quei boschi il luogo adatto per nascere.

Ma torniamo alla storia.

La storia attraverso i racconti di mio padre

Quand’ero bambina mi piaceva ascoltarlo quando mi parlava di molti episodi della sua giovinezza. Mio padre era bravo a raccontare, e io continuavo a sollecitarlo, ma quando arrivava al punto in cui doveva descrivere la sua vita in tempo di guerra, lui subito ammutoliva e diventava evasivo. Sapevo che era nato in una famiglia fascista, era entrato in guerra subito dopo la scuola allievi ufficiali, dopo l’8 settembre nel’43 era stato internato in un campo di concentramento tedesco, e due anni dopo in un campo di prigionia angloamericano, a Coltano. Ma che cosa era successo in quegli anni? Perché era stato prigioniero su due fronti diversi? Nei ricordi della sua giovinezza trovavo sempre questa lacuna, un vuoto che non riuscivo a comprendere.

Gli italiani dalla parte sbagliata

Quando negli anni dell’Università, ho incominciato a capire bene il dramma degli italiani in quel momento storico, per me è stato uno shock, perché ho dovuto confrontarmi da sola con il fatto che mio padre, per motivi che non riuscivo in alcun modo a giustificare, si era trovato ‘dalla parte sbagliata’, che la cosa era in pesante contrasto con i valori in cui proprio allora incominciavo a credere e che questo mi metteva molto a disagio. Ero dispiaciuta, perché gli volevo bene e lo ritenevo una persona onesta, ma non ho mai avuto il coraggio di forzare il suo silenzio e questo mancato chiarimento è rimasto sempre in sospeso tra noi due, fino alla fine, quando con la morte dei miei sono spariti i testimoni di questa storia. Perché aveva voluto cosi testardamente tenermi all’oscuro della sua esperienza. Era rimasto fascista ed era deluso? O era invece pentito? Voleva proteggermi dai brutti ricordi o forse era convinto che lasciandomi all’oscuro sarei stata più libera di decidere da sola, senza il condizionamento delle opinioni familiari? In fondo lui era stato pesantemente condizionato. Forse sentiva ancora la frattura che aveva spaccato in due la società italiana e non voleva più essere coinvolto.

Le ragioni degli altri e la nostra memoria

Sono convinta, come ho letto recentemente in un bel libro di Paolo Mieli, che dopo un momento storico drammatico, in cui un paese viene lacerato dalle conseguenze di una guerra civile, sia giusto che segua un periodo di oblio, che aiuti a dimenticare, un periodo utile, come dice lui ‘a ricomporre una comunità’. Ma poi, quando gli anni portano via l’urgenza delle contrapposizioni, viene il momento in cui si devono fare i conti con la nostra memoria condivisa, per affrontare insieme un passato che dobbiamo capire e controllare.

Le ragioni degli altri e i conti con la storia

E anch’io, allo stesso modo, ho provato a fare i conti con la storia di mio padre, per mettere ordine nei miei ricordi, e ho cercato di ricostruire quel percorso su cui noi due non avevamo mai fatto luce insieme.

Non volevo parlare degli eventi storici e della situazione politica, su cui ero ampiamente informata dai libri, ma del lato umano della storia, quello che si conosce soltanto attraverso la voce delle persone. E siccome ormai molte voci si erano spente, ho dovuto provare a indovinare. E’ stato un lungo percorso, e il risultato sono i personaggi di questo romanzo.

Fascismo e antifascismo: le persone comuni che non fanno la storia

Ho cercato di guardare a quel momento storico dal punto di vista delle persone comuni, persone normali di fronte a eventi eccezionali: come si comportano in quelle circostanze i non eroi, quelli che non fanno la storia? Di fronte alla frattura che si era creata in quegli anni tra gli italiani, molti uomini e donne qualsiasi, con esperienze diverse tra loro, sono stati costretti loro malgrado ad affrontare scelte dolorose che non erano preparati a compiere. Quali sono le motivazioni che le hanno guidate nella loro scelta? E quanto è stata libera la loro scelta?

I ragazzi nati dopo gli anni Venti

Ho incominciato a ricostruire il clima in cui vivevano i ragazzi nati dopo gli anni Venti, quando il fascismo si era già affermato, che non avevano gli strumenti e le informazioni per fare una scelta consapevole. Ma anche le storie dei loro genitori, non quelli con le idee già chiare, già antifascisti prima della guerra, o i fascisti convinti che sono andati avanti sino alla fine senza l’ombra del dubbio, ma tutti gli altri, tutti quelli che non ‘fanno politica’ e sono sicuri di essere onesti perché ‘fanno il loro dovere senza farsi troppe domande e senza far del male a nessuno’.

Personaggi in una storia più grande di loro

Ne sono usciti personaggi pieni di dubbi, che si muovono incerti in una storia più grande di loro. Una madre che ha un figlio fascista e uno partigiano, un padre arruolato nell’esercito fascista che si deve confrontare con il figlio scappato sulle montagne, una moglie che ha fatto di nascosto una scelta diversa da quella del marito pur mantenendo in vita il loro difficile matrimonio. Persone che hanno le loro ragioni e devono fare i conti con le ragioni degli altri. Ma c’è dell’altro. Gli esseri umani sono pieni di contraddizioni, non sono guidati soltanto dalla ragione, spesso sono i sentimenti a predominare: amore, paura, desideri. Ecco, proprio il desiderio sempre frustrato di essere felici ha una parte importante in questa storia.

Il desiderio di felicità e l'amore di un giovane in guerra

Sono tipiche le scelte del protagonista. E’ un ragazzo giovane, passa in guerra, quasi sempre lontano da casa, i migliori anni della sua vita, cinque interi lunghissimi anni, dai 20 ai 25. Anche lui, come tutti, vuole essere felice. Ed ecco che cerca comunque di realizzare i desideri comuni ai ragazzi della sua età, come se la guerra non ci fosse, o non potesse pretendere troppo da lui. E allora vediamo che stringe amicizie, si innamora, cerca di farsi accettare dagli altri.

La storia d'amore in Croazia

Per un momento crede di riuscirci, quando in Croazia inizia una storia d’amore con una ragazza del paese, una ragazza bella e misteriosa. E allora pensa di poter vivere la sua vita su un doppio binario, due mondi paralleli che non si incontrano mai: la caserma, il luogo della realtà e del dolore, e il villaggio, dove si illude di condividere momenti di vita normale insieme alla gente che vive lì, come sospeso in una bolla magica fuori dalla storia. Ma lui è il loro nemico: quale rapporto ci può essere tra chi vede la sua terra violata e, appunto, colui che l’ha invasa?

Il rifugio nella natura, lontano dalla società umana

Spesso, quando non trova compenso alle sue frustrazioni, trova uno sfogo nella fuga dalla società umana. Alleva un cane, nel quale cerca l’amico, il compagno di giochi, la consolazione per la sua solitudine. Oppure si rifugia nei grandi spazi vuoti che la natura gli offre, lontano da tutti, in una sorta di libertà primordiale in cui esiste prima l’uomo della società. Lui qui si sente veramente libero, ma non si accorge che questo suo ritorno all’individualismo è troppo simile a una fuga. Solo molto più tardi qualcuno gli farà capire che esiste un altro tipo di libertà, con cui alla fine dovrà fare i conti senza esserne preparato.

Il romanzo storico 'Le ragioni degli altri', di Bianca Chilovi, è disponibile su Amazon in formato ebook e cartaceo.

 

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